IL PIANO D’AZIONE LOCALE PER IL SUPERAMENTO DELL’EMERGENZA ABITATIVA NELLA CITTA’ DI ROMA

da: www.romaicasa.it

 

Con deliberazione n. 206 del 16 maggio scorso, la Giunta comunale ha approvato un programma di assegnazione di ben 10.150 alloggi popolari da acquisire alla disponibilità del Comune di Roma e dell’A.T.E.R. (ex I.A.C.P.) nel quinquennio 2007-2011: un vero e proprio “Piano d’azione locale” per sconfiggere l’emergenza abitativa nella città di Roma.

I dati in possesso dell’Ufficio extradipartimentale per le Politiche Abitative, derivanti dall’attività svolta nel settore dei senza casa, hanno costituito un punto di partenza imprescindibile per l’analisi del fenomeno dell’emergenza abitativa nella città, propedeutica per la redazione del programma suddetto.

Gli strumenti utilizzati per “governare” il fenomeno, da cui si è partiti per l’analisi quantitativa sono stati principalmente tre:

1)       Il bando generale per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica a canone sociale. Trattasi di un avviso pubblicato il 16 novembre 2000, che permette ai nuclei familiari di presentare domanda o di aggiornarla, in quanto le graduatorie sono ridefinite semestralmente;

2)       La facoltà di pubblicare bandi speciali riservati a specifiche categorie in particolari situazioni di emergenza abitativa, per il cui esercizio è necessaria un precisa conoscenza del fenomeno dell’emergenza abitativa nel territorio;

3)       La facoltà, regolamentata, di ricoverare in strutture pubbliche e/o private convenzionate, i nuclei familiari maggiormente bisognosi, o soggetti a sgombero per la realizzazione di opere pubbliche  o, genericamente, per motivi di pubblica utilità.

L’analisi degli strumenti suddetti hanno consentito l’individuazione delle principali categorie di famiglie in emergenza abitativa: a) quelle colpite da procedure esecutiva di sfratto; b) i senza fissa dimora; c) le famiglie ricoverate dal Comune nelle strutture pubbliche o private; d) tutte le altre gravi emergenze (nuclei occupanti edifici pubblici o privati dimessi o non utilizzati; borghetti  o abitazioni in condizioni malsane etc.).

Tali dati hanno evidenziato che, nel perodo 2001-giugno 2006, hanno fatto domanda di alloggio a canone sociale (e non sono stati al momento soddisfatti con l’assegnazione di una casa) n. 2.787 nuclei familiari colpiti da procedimento di sfratto già eseguito; n. 3.379 nuclei familiari colpiti da procedimento di sfratto esecutivo ma non ancora eseguito; n. 569 nuclei familiari senza fissa dimora. Le famiglie ricoverate dal Comune in strutture pubbliche e/o private convenzionate, al 31 dicembre 2006, erano n. 1171. Le famiglie occupanti edifici pubblici o privati dimessi o non utilizzati erano, alla stessa data n. 1.426. Altre emergenze (borghetti, abitazioni in condizioni malsane profughi, disabili mentali da ricoverare in case-famiglia etc.) ammontavano a n. 230 nuclei.

In totale dunque, si può stimare che l’emergenza abitativa nella città di Roma, colpisca n. 10.988 nuclei familiari (vedi tabella).

L’amministrazione comunale, nel perodo preso in esame, ha provveduto ad assegnare n. 1.905 alloggi E.R.P. Da ciò si evince, che, su un bacino complessivo di 12.793 nuclei familiari in emergenza abitativa nel quinquennio (10.988+1.905), solo il 14,9% ha trovato una soluzione abitativa stabile e un ulteriore 20,3% ha trovato una sistemazione precaria (strutture pubbliche e/o private convenzionate; edifici pubblici o privati dimessi o non utilizzati) a carico del Comune o, comunque sotto il controllo dell’Ente. Va tuttavia evidenziato il fenomeno dei c.d. “senza fissa dimora” (4,45% del totale), comunque assistiti socialmente dai servizi comunali, ma difficilmente collocabili, per difficoltà culturali, negli alloggi E.R.P.

Rimane dunque irrisolto il problema di un numero assolutamente considerevole di famiglie “senza casa”. Per dare ad esse una risposta, il Comune prevede la realizzazione e/o la ristrutturazione in E.R.P.,  nel quinquennio 2007-11, di n. 3.550 alloggi sociali. Si stima di recuperare altri 2.700 alloggi circa, a seguito di rinuncia e/o decesso senza subentro da parte degli assegnatari e/o riacquisizione di alloggi occupati senza titolo (illegalmente).

Si stima inoltre, un incremento considerevole dell’offerta di alloggi sociali nel presente triennio, fruendo delle possibilità concesse ai privati dalle norme di attuazione del nuovo Piano Regolatore Generale, recentemente adottato dall’amministrazione. Tali norme consentono ai costruttori privati, di richiedere al Comune la trasformazione in residenziale delle cubature destinate a servizi e/o a insediamenti industriali, in base alle previsioni di Piano Regolatore, subordinatamente alla cessione di una percentuale delle stesse al Comune, per destinarle ad edilizia sociale.  In base a tali norme, il Comune di Roma prevede di acquisire altri 3.000 alloggi E.R.P. nel quinquennio. Si stima infine di acquistare altri 100 alloggi E.R.P. e 800 mini alloggi da utilizzare come Centri di Assistenza temporanea, totalizzando così n. 10.150 alloggi complessivi per soddisfare le esigenze dell’emergenza abitativa cittadina.

Tale numero di alloggi sarà utilizzato dando priorità alle esigenze delle famiglie che potranno essere colpite da calamità naturali nel quinquennio (per un numero stimato di n. 190 famiglie) e alle donne vittime di violenza in famiglia (n. 29 casi stimati).

Le rimanenti 9.931 abitazioni acquisibili nel quinquennio saranno destinate per il 75%, (7.448 alloggi) utilizzando le graduatorie del Bando generale per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica a canone sociale, e cioè ben oltre il numero sopra indicato (2.787 +3.379=6.166) delle famiglie colpite da procedure esecutiva di sfratto; e per il 25%  (2.483 alloggi) saranno destinate alle famiglie tuttora in forte situazione di emergenza, abitanti in borghetti, abitazioni in condizioni malsane, profughi, disabili mentali da ricoverare in case-famiglia od occupanti edifici pubblici o privati dimessi, nonché ai nuclei ricoverati dal Comune in strutture pubbliche e/o private convenzionate, mediante lo strumento del Bando Speciale.

Grazie al Piano d’Azione sopra descritto, l’amministrazione comunale prevede di soddisfare, nel presente quinquiennio, le esigenze abitative delle famiglie in situazione di emergenza, se non la “chiusura” definitiva del problema-casa, nella Città di Roma, ma ad una condizione: che da oggi in in poi ogni occupazione illegale, sia di alloggi di edilizia sociale, che di strutture pubbliche o private dismesse, venga perseguita con tolleranza “zero”. L’Ufficio per le Politiche Abitative, con la collaborazione del Corpo di Polizia Municipale e della Polizia di Stato, si sta attrezzando in tal senso.

 

Federico Bardanzellu